La pazienza è quella virtù che ci è dato apprendere quando oramai non ci resta il tempo per praticarla.
Sono davvero rammaricata di non poter incontrare tutti voi, che ancora scrivete a Xavier in pvt, su msn e skype, per condividere il suo ricordo. Credo che lui, dovunque sia ora, senta il vostro immutato affetto così come lo sentiamo noi, suoi cari ed amici.
Vi ringraziamo per le tante testimonianze di affetto che ci sono pervenute.
Shy
Te ne sei andato via facendo meno rumore possibile, tenendoti in disparte.
Sei sempre stato nel mio cuore e per sempre ci sarai.
Shy
Pensi forse
che da un giorno
all’altro
io abbia smesso,
io possa smettere
di desiderarti?
sbagli....
Le tue mani
dolci e carezzevoli
il tuo corpo
voluttuoso e languido
i tuoi baci
appassionati e inebrianti
le tue labbra
esuberanti e tumide
tutto di te
sogno
continuamente
e non occorre
ch’io chiuda
gli occhi
per provare
sensazioni
profonde e violente
che esasperano
la mia voglia,
di te.

Amore,
spergiuro incorreggibile
che tutto nega o ammette
per un bacio.
Amore,
ingannevole piromane
che il cuore avviluppa
permeando i sensi.
Amore,
avido insaziabile
che di se si nutre
per costruire sogni.
Amore,
morboso prepotente
che annidato nell’anima
n’infrange la luce.
Amore,
debellante flagello
ch’io risolutamente sconfesso,
ché solo il negarlo mi resta.
...
Non t’amo mio amore,
dell’amore che mi dai,
dell’amore che non chiedi,
di modesto attaccamento,
di svogliato slancio,
di tiepida presenza,
d’annoiato affetto,
No, mio amore,
non t’amo.

Mi hanno detto che staccano,
forse per poco,
forse è definitivo,
non lo sanno nemmeno loro.
Odio la vaghezza dei miei simili, ma
capisco che stanno lavorando,
dipende da cosa trovano.
Io ci perdo il sonno,
il collegamento,
l'illuminazione;
fa niente, mi dico,
passerà anche questo,
tutto passa infondo...
ci risentiremo,
spero presto,
spero...

Gioco sottile
di ciechi sguardi
sublime, provocante,
diabolica Eva
di primordiale anelito,
di mani sospinte
dal nulla
di menti imperanti
che s’inseguono languide,
onirico canto
d’invaghita provocazione;
di membra percorse
da irruenti fremiti
di vampe roventi,
godere lascivo e perverso
dolcemente brutale,
e “mia” non basta,
a racchiudere l’universo
di contrasto e squilibrio,
che coscientemente
inconsapevole
accendi
del corpo mio,
nell’anima.

Negli occhi tuoi,
sogni infantili,
smarriti nei turbamenti,
istintiva saviezza,
memoria di spiriti eletti,
interrogativi ineffabili,
labirinti d’inquietudine,
malinconia densa
di lacrime gelate.
abrasioni inconfessate,
cicatrici dell’anima.
Eppur mi avvolgono
gli occhi tuoi,
della tua grazia soave,
accesi
di riflessi abbacinanti,
abili
a sorprendere il crepuscolo
dei miei silenzi ostinati,
così affini ai tuoi,
e t’insinui nell’animo
come armonia,
e lo sguardo mio
si fa lusinga
suadente.

Osservo e indugio,
mia allettante preziosa,
mirabile femmina,
anima solare
di squisita eleganza,
incantevole d’innocenza,
seducente di malizia.
Sorveglio e vigilo,
mia astuta preziosa,
sagace compagna,
artista sublime
d’artificiosi inganni,
sottile di logica,
perspicace d’intuito.
Contemplo e vagheggio,
mia ardente preziosa,
superba amante,
peccaminosa carne
di allettante fragranza,
fremente d’impazienza,
intensa di passione.

Ho scelto e non mi pento,
di riservarti un posto
nel mio cuore.
Ho scelto e non mi pento,
di fare a meno di te,
virtuale e reale.
Ti rispetto col silenzio.
